Due preziosi Libri d’Ore conservati presso la Biblioteca Fardelliana di Trapani vengono qui studiati per la prima volta attraverso un’indagine codicologica, iconografica e storico-documentaria che consente di ricostruirne origine, committenza e contesto culturale. Il Ms. 16, un offiziolo miniato dei primi decenni del Quattrocento, rivela una interessante connessione con il patriziato napoletano legato alla corte angioina. L’identificazione dello stemma araldico, una nota autografa e il confronto con monumenti funerari conservati nel Duomo di Napoli permettono infatti di ricondurre il manoscritto al cavaliere Enrico “Spata” Loffredo, uomo d’armi al servizio di re Ladislao di Durazzo. Il Ms. 17, libro d’ore secondo l’uso liturgico di Rouen, viene invece restituito all’ambiente della bottega di Robert Boyvin, uno dei più importanti miniatori attivi nella capitale normanna alla fine del XV secolo. L’analisi stilistica consente di correggere precedenti attribuzioni e di riconoscere nel codice trapanese una testimonianza importante della produzione rotomagense tardomedievale, oggi spesso oggetto di smembramenti a fini commerciali. Attraverso l’indagine storico-artistica, codicologica e archivistica, il volume valorizza una parte ancora poco studiata del patrimonio manoscritto della Biblioteca Fardelliana, ricostruendo la vicenda di due codici appartenenti ad alcuni dei più significativi orizzonti figurativi e devozionali del tardo Medioevo europeo.
top of page
bottom of page


