Le tre miniature conservate presso il Museo Amedeo Lia della Spezia costituiscono il punto di partenza per la ricostruzione di uno straordinario manoscritto delle Storie di Lancillotto, prodotto a Parigi intorno al 1440 nella bottega del miniatore Haincelin e smembrato a scopo di lucro circa quattro secoli dopo. Trentacinque miniature delle originarie 278 sono state finora identificate tra musei, biblioteche e collezioni private. Fra queste, i tre ritagli del Museo Lia rivestono un’importanza particolare: il testo conservato sul retro permette di ricollocarle con precisione nella successione narrativa del romanzo. Il confronto sistematico con il manoscritto BnF fr. 111 consente di estendere l’indagine all’intero ciclo figurativo e di proporre una ricostruzione virtuale della configurazione originaria del codice. Seguendo le tracce della sua produzione, della committenza, dello smembramento e della successiva dispersione sul mercato antiquario, lo studio riunisce per la prima volta i frammenti oggi identificati e ne restituisce l’ordine attraverso l’esame congiunto di testo e immagine, testimonianze documentarie, cataloghi di vendita e provenienze. Le miniature del Museo Lia cessano così di essere testimonianze isolate di un manoscritto smembrato: diventano il punto d’ancoraggio di una ricostruzione filologica che, muovendo da tre frammenti superstiti, ricompone la storia, la struttura e il programma figurativo di un codice oggi irrimediabilmente perduto.
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